Nuovi occhi sull’Universo: l’eredità del progetto NG-CROCE
Il progetto Next Generation Croce del Nord è nato con obiettivi chiari: aggiornare i radiotelescopi di Medicina e Noto per potenziare la ricerca sui Fast Radio Burst e il monitoraggio dei detriti spaziali. A questi scopi scientifici si affiancano l’implementazione di impianti fotovoltaici per la transizione energetica e la collaborazione per la costruzione del radiotelescopio canadese CHORD.

L’upgrade tecnologico che rilancia la ricerca
La Croce del Nord (il primo e più grande radiotelescopio italiano) è stato per anni un fondamentale strumneto per mappare il cielo radio e successivamente come banco di prova tecnologico per la costruzione degli strumenti del progetto SKA. Tuttavia, la “scienza pura” mancava dai suoi scopida troppo tempo. Grazie ai fondi PNRR, il ramo Est-Ovest è stato completamente ristrutturato e rimesso in funzione.
Tramite l’installazione di una nuova linea focale e di altri check-up tecnologici come la verniciatura del ramo e l’installazione di nuovo centro di calcolo, è stato possibile aumentare il campo di vista e il guadagno. Tutte caratteristiche che la rendono in grado di osservare l’Universo radio con una risoluzione senza precedenti e partecipare così alla ricerca di punta.
Questo ritorno all’operatività scientifica non è solo un traguardo nazionale: le sue nuove prestazioni la qualificano come uno dei partner più appetibili per le grandi collaborazioni radioastronomiche mondiali, dando lustro all’eccellenza italiana.

Grandi novità anche per la parabola di Noto, a cui è stato installato un nuovo ricevitore in banda P. Grazie a questo upgrade, lo strumento ha il potenziale per entrare nella rete europea di sorveglianza e monitoraggio dei detriti spaziali (EUSST). La posizione geografica lo configura come l’antenna più a sud d’Europa della rete, permettendo l’osservazione di un pezzo di cielo finora precluso.

Oltre i confini: le collaborazioni internazionali
Gli obiettivi del progetto si spingono oltre i confini nazionali. È stata infatti aperta una prestigiosa collaborazione con il Canada attraverso il progetto CHORD, che prevede la costruzione di un nuovo radiotelescopio per lo studio dei Fast Radio Burst (FRB). Questi misteriosi lampi radio rappresentano una delle frontiere della ricerca radioastronomica, che come tale richiede strumenti dedicati e nuove tecnologie. La sinergia tra la Croce del Nord e il radiotelescopio canadese permetterà osservazioni simultanee e complementari dei misteriosi FRB, raddoppiando le possibilità di svelare i segreti di questi fenomeni.
Un’eredità per il futuro: tra sostenibilità ambientale e valore umano
NG-Croce ha investito con decisione nella transizione energetica, installando impianti fotovoltaici d’avanguardia nelle stazioni di Medicina e Noto. Un passo concreto per aumentare l’impatto ecologico sulle strutture di ricerca.
L’unica impronta che il progetto vuole lasciare è quella sul tessuto economico italiano. Durante i 3 anni di attività sono state coinvolte circa 80 tra aziende e professionisti, che hanno lavorato a stretto contatto con il personale INAF in ogni fase del progetto.
Inoltre, il progetto ha prodotto numerosi paper scientifici di alto livello e, soprattutto, ha investito nel capitale umano: circa 20 unità di personale tra ruoli di ricerca, tecnico e amministrativo sono state assunte per il progetto e saranno ora integrati negli enti di ricerca, garantendo continuità e nuova linfa alla comunità scientifica.
Tra sfide e imprevisti: un successo collettivo
Così come i successi non sono mancati gli ostacoli. Si è dovuto fare i conti con il maltempo che ha rallentato i lavori e le sfide tecniche impreviste (come la rotaia di Noto, rifatta ben tre volte per raggiungere la perfezione necessaria).
Se oggi si festeggia la chiusura del progetto, è solo grazie alla straordinaria sinergia tra gli enti partecipanti e alla dedizione del personale che ha investito (senza risparmiarsi) tempo, energia e professionalità.

E adesso?
La scienza non conosce pause. Mentre il progetto NG-Croce volge alla conclusione, già si pensa al prossimo passo. A breve partirà un nuovo ambizioso progetto, AstraSUD, volto a creare una rete di strumenti osservativi ultra-performanti nel Sud Italia. Finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca nell’ambito del Programma Nazionale Ricerca, Innovazione e Competitività 2021-2027 (PN RIC), il progetto mette sul piatto oltre 17,5 milioni di euro interamente dedicati a INAF.
Non resta che restare sintonizzati e scoprire che cosa ci riserverà il futuro.
Last update: 10 June 2026, 10:19
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